9) Voegelin. Sulla filosofia della storia di Hegel.
In questa lettura Voegelin descrive il modo in cui Hegel ha
cercato di superare il fatto che il senso della storia ci 
sostanzialmente precluso, e ne mette in evidenza la somiglianza
con Gioacchino da Fiore.
E. Voegelin, Il mito del mondo nuovo.

 Il terzo caso che prenderemo in considerazione  la filosofia
della storia di Hegel. Dobbiamo prima di tutto precisare che
l'espressione filosofia della storia pu essere applicata alla
speculazione di Hegel solo con le debite riserve. Infatti, la
storia di Hegel non deve essere cercata nella realt e la realt
della storia non  in Hegel. L'armonia tra costruzione e storia
poteva, anche in questo caso, essere ottenuta soltanto mediante
l'omissione di un fattore essenziale della realt.
Il fattore che Hegel esclude  il mistero di una storia che
procede verso il futuro senza che noi ne conosciamo la fine. La
storia come un tutto non , per essenza, un oggetto di conoscenza;
il significato del tutto non  individuabile. Hegel pu quindi
costruire un processo indipendente e significativo della storia
soltanto partendo dal presupposto che la rivelazione di Dio nella
storia sia pienamente comprensibile. La comparsa di Cristo
costituisce per lui il punto cruciale della storia umana; in quel
momento decisivo Dio rivel il Logos - cio la ragione - nella
storia. Ma la rivelazione era incompleta ed Hegel ritenne suo
dovere d'uomo completare la rivelazione elevando il Logos a
compiuta chiarezza nella coscienza. Questa elevazione alla
coscienza  di fatto possibile attraverso la mente del filosofo e,
pi concretamente, attraverso la mente di Hegel: grazie alla
dialettica hegeliana, la rivelazione di Dio nella storia perviene
alla sua pienezza. La validit della costruzione  condizionata
dal presupposto che il mistero della rivelazione e del corso della
storia pu essere risolto e reso perfettamente trasparente
attraverso il dispiegamento dialettico del Logos. Ci troviamo qui
di fronte a una costruzione molto prossima a quella di Gioacchino
da Fiore. Anche Gioacchino era insoddisfatto dell'attesa
agostiniana della fine; anch'egli pretendeva di trovare, hic et
nunc, un significato intelligibile nella storia; e, al fine di
renderne intelligibile il significato, aveva dovuto presentarsi
nella veste del profeta al quale questo significato era chiaro.
Allo stesso modo, Hegel identifica il suo Logos umano con il Logos
che  Cristo, al fine di rendere pienamente comprensibile il
processo significativo della storia.
E. Voegelin, Il mito del mondo nuovo, traduzione di A. Munari,
Rusconi, Milano, 1990, pagine 31-33.
